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Come si costituisce una cooperativa

I passaggi, i documenti e gli errori da evitare per dare vita a un’impresa cooperativa

La cooperazione non è solo una forma giuridica: è un modo di intendere l’impresa come strumento di partecipazione e di utilità collettiva.
Dalle cooperative agricole a quelle sociali, dalle cooperative di servizi a quelle di lavoro, sono tantissime le realtà nate per rispondere a bisogni concreti del territorio, mettendo le persone al centro.

Ma come si fa, concretamente, a costituire una cooperativa? Quali passaggi occorrono, e quali sono gli errori da evitare?

Dall’idea al gruppo: dove nasce una cooperativa

Ogni cooperativa comincia da un bisogno condiviso: può essere la necessità di creare occupazione, di rigenerare un territorio, di rispondere a una domanda sociale.

La prima tappa è quindi formare un gruppo di soci fondatori accomunati da un obiettivo preciso. Per legge servono almeno tre persone (nove se la cooperativa è costituita tra persone giuridiche).

In questa fase è utile rispondere a tre domande fondamentali:

  1. Quale bisogno vogliamo soddisfare? (lavoro, servizi, casa, welfare, ecc.);
  2. Con quali risorse e competenze possiamo farlo?
  3. Che tipo di cooperativa serve? (di lavoro, sociale, agricola, di consumo, di utenza, di abitazione, ecc).

Il confronto fra i futuri soci serve anche a individuare l’oggetto sociale, cioè la descrizione precisa delle attività che la cooperativa svolgerà. È la “bussola” che orienta tutte le scelte successive – dallo statuto al piano economico – e deve essere chiara, realistica e coerente con i principi cooperativi.

Atto costitutivo e statuto: i due pilastri

Una volta definito il progetto, il gruppo redige due documenti fondamentali: l’atto costitutivo e lo statuto.

Sono gli “atti di nascita” della cooperativa, ma anche la sua carta d’identità.

  • L’atto costitutivo è il documento che certifica la volontà dei soci di fondare la cooperativa. Contiene i dati anagrafici dei soci, la denominazione, la sede legale, l’oggetto sociale, il capitale iniziale versato e nominare l’Organo Ammnistrativo individuando anche il presidente e il vicepresidente e l’eventuale collegio sindacale.
  • Lo statuto definisce invece le regole interne: come si diventa soci, come si vota in assemblea, come si elegge il consiglio di amministrazione, come si gestiscono gli utili (che in una cooperativa non si distribuiscono liberamente ma si reinvestono in larga parte nell’impresa o nei fondi mutualistici).

Entrambi devono essere redatti per atto pubblico davanti a un notaio, che ne verifica la conformità alla legge e li trasmette al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio.
Da quel momento la cooperativa acquisisce personalità giuridica ed esiste a tutti gli effetti.

Le tempistiche variano in base alla complessità della pratica, ma in genere dalla firma davanti al notaio all’iscrizione al Registro passano pochi giorni.

Dopo la nascita: iscrizioni e adempimenti

La registrazione è l’inizio della vita operativa della cooperativa. Subito dopo la costituzione, è necessario:

  • richiedere il codice fiscale e la partita IVA;
  • attivare le posizioni INPS e INAIL per i soci lavoratori;
  • scegliere e applicare il contratto collettivo nazionale coerente con il settore di attività;
  • aprire un conto corrente intestato alla cooperativa.

Ogni cooperativa deve inoltre essere iscritta all’Albo nazionale delle società cooperative, gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L’iscrizione è condizione essenziale per essere riconosciuta come cooperativa autentica e accedere ai benefici fiscali previsti.

Molte nuove cooperative scelgono anche di aderire a una centrale cooperativa (come Confcooperative): non è obbligatorio, ma fortemente consigliato, perché offre supporto legale, fiscale e gestionale, oltre alla partecipazione alla rete di rappresentanza del movimento cooperativo.

I tempi e le fasi in sintesi

Costituire una cooperativa richiede in media tra 30 e 60 giorni, a seconda della preparazione dei documenti e degli adempimenti locali.
Le fasi principali sono:

  1. Preparazione del progetto e definizione dei soci fondatori;
  2. Stesura dell’oggetto sociale e del piano di sostenibilità;
  3. Redazione e firma dell’atto costitutivo e dello statuto davanti al notaio;
  4. Iscrizione al Registro delle Imprese;
  5. Apertura della partita IVA e adempimenti previdenziali;
  6. Iscrizione all’Albo delle cooperative;
  7. Avvio dell’attività e, se previsto, adesione a una centrale cooperativa.

Gli errori più comuni (e come evitarli)

Anche se la normativa è chiara, nella pratica non mancano gli inciampi.
Ecco quelli più frequenti, con qualche consiglio per evitarli:

  • Concentrarsi solo sugli aspetti formali. La cooperativa non è un involucro giuridico, ma un progetto mutualistico: serve chiarezza su come i soci parteciperanno realmente alla vita dell’impresa.
  • Redigere uno statuto generico. Uno statuto ben scritto evita conflitti futuri e garantisce trasparenza: è importante adattarlo alle caratteristiche del gruppo e non limitarsi a modelli standard.
  • Trascurare il piano economico. Ogni cooperativa deve essere sostenibile: un business plan realistico è la prima forma di tutela per soci e lavoratori.
  • Ignorare la formazione dei soci. Conoscere i propri diritti e doveri, i meccanismi di voto, la revisione e le regole mutualistiche è essenziale per una governance sana.
  • Rinviare la consulenza. Rivolgersi fin da subito a professionisti o centrali cooperative evita errori procedurali e aiuta a impostare correttamente la gestione.

Dalla norma alla vita quotidiana

Una cooperativa non si esaurisce nei documenti fondativi: vive nella partecipazione democratica dei soci, nella trasparenza delle scelte, nella capacità di orientare il lavoro al bene comune.

Costituire una cooperativa è dunque un atto di responsabilità collettiva.

Chi desidera avviare una cooperativa può rivolgersi agli sportelli territoriali delle centrali cooperative, dove è possibile ricevere consulenza personalizzata su tutti i passaggi: dall’idea iniziale alla registrazione, fino alla gestione dei primi anni di attività.

Questo articolo è scritto dalla redazione di Oltro ed è sponsorizzato da Confcooperative Romagna-Estense

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