Il rinnovo della Uni PdR 125 come occasione per misurare politiche e risultati: il caso della Bcc ravennate forlivese imolese
Ottenere la Certificazione per la Parità di Genere non dovrebbe essere un punto di arrivo, ma un processo di verifica e di crescita, un percorso per misurare se le politiche dichiarate si traducono davvero in pratiche organizzative, nel tempo.
È in questa seconda prospettiva che si colloca il recente rinnovo della certificazione – la Uni PdR 125:2002 – da parte della BCC ravennate, forlivese e imolese, che ha ottenuto la conferma per il triennio 2026-2028, con un incremento del punteggio rispetto al ciclo precedente.
Un dato che segnala la continuità di un percorso avviato nel 2022, quando La Bcc fu tra le prime banche italiane a conseguire la certificazione.
Dal rispetto dei requisiti alla qualità delle politiche
La certificazione non misura solo la presenza di strumenti formali, ma la loro effettiva integrazione nei processi aziendali: accesso alle opportunità, sviluppo professionale, equità nei percorsi di carriera, attenzione alla genitorialità e alla conciliazione vita-lavoro.
Nel caso della BCC ravennate, forlivese e imolese, il rinnovo è stato accompagnato dal riconoscimento di un miglioramento complessivo delle politiche attuate, a conferma di un lavoro che non si è limitato alla fase iniziale di adeguamento.
“Questo risultato – afferma Emanuela Bacchilega, vicepresidente e consigliera delegata alla Sostenibilità della Bcc ravennate forlivese e imolese – rappresenta una conferma dell’impegno della Banca nella promozione dei valori delle pari opportunità, nella creazione di percorsi di leadership ed empowerment femminile, nel favorire la genitorialità e la conciliazione vita lavoro. L’elevato punteggio certifica il valore delle iniziative di ascolto, dialogo e condivisione avviate, di cui sono protagonisti i nostri collaboratori e che rafforzeremo nel prossimo triennio”
Leadership femminile e genitorialità: due ambiti chiave
Tra le azioni strutturate rientra il Programma di Leadership femminile, pensato per accompagnare lo sviluppo professionale delle collaboratrici e favorirne l’accesso a ruoli di maggiore responsabilità.
Un percorso che, entro il 2028, coinvolgerà 30 persone, lavorando su competenze, visibilità interna e crescita meritocratica.
Accanto a questo, la Banca ha investito anche sul fronte della genitorialità, con il progetto “Essere mamma in BCC – formazione, accompagnamento, sostegno, innovazione“, che offre alle mamme con figli da 0 a 36 mesi convenzioni con asili nido del territorio, consulenze personalizzate di pedagogisti, psicologi e nutrizionisti, e incontri formativi dedicati ai temi della cura e della genitorialità. Il progetto è realizzato nell’ambito dell’Avviso Pubblico #RiParto del Dipartimento per le Politiche della Famiglia – Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Una questione di coerenza
Nel contesto cooperativo, il tema della parità di genere non riguarda solo la conformità a uno standard, ma la coerenza tra valori dichiarati e pratiche organizzative.
Il rinnovo della certificazione diventa così un’occasione per interrogarsi su come le imprese – cooperative e non solo – possano trasformare indicatori e audit in processi duraturi, capaci di incidere realmente sulla qualità del lavoro.
Questo articolo è sponsorizzato da La Bcc ravennate forlivese imolese

