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Muoversi per stare meglio

La fisioterapia nelle case residenza per anziani: un’occasione di autonomia e relazione

Alla Rosa dei Venti, il centro polifunzionale per anziani di Ravenna, la palestra è uno dei luoghi più attivi e frequentati. Qui, ogni mattina, gli ospiti possono svolgere attività di movimento e fisioterapia con l’obiettivo di mantenere o migliorare il proprio benessere fisico.

La giornata inizia alle 8.30, quando la palestra comincia a popolarsi. Siamo andati a visitarla e abbiamo incontrato la responsabile delle attività, la fisioterapista Sara Sergi, che ci ha illustrato il suo approccio: “Io prediligo il lavoro autonomo degli ospiti: più si muovono da soli e meglio è. Però faccio anche massaggi, mobilizzazioni, tratto anche individualmente. È un contatto umano che fa sentire le persone viste, prese in carico”.

Il movimento come cura

Il movimento è sempre stato al centro del percorso professionale di Sara. Dopo la laurea in fisioterapia, si trasferisce da Trieste a Ravenna quindici anni fa per seguire la sua grande passione per la danza.

“Ho frequentato un’accademia qui a Ravenna che mi ha aperto nuove strade per rendere centrale il movimento nel mio lavoro. Poi sono passata dalla danza al movimento consapevole: mi appassiona ascoltare il nostro corpo nel quotidiano, aumentare il benessere tramite il movimento. Alla Rosa dei Venti ho occasione di mettere in pratica questa filosofia”.

“Mi appassiona ascoltare il nostro corpo nel quotidiano, aumentare il benessere tramite il movimento”

Una delle ospiti più presenti in palestra è Carla Traversari, ravennate, classe 1951. In passato si muoveva spesso in bicicletta per la città, ma negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con una riduzione della capacità di movimento.

“Io amavo andare in bicicletta, giravo per tutta Ravenna. Ma la mia gamba adesso non collabora”, ci racconta. “Sara mi fa pedalare qui in palestra, mi aiuta a mettermi in piedi… e io rinasco. In piedi riesco a vedere il mondo fuori dalla finestra, tutto che si muove”.

La palestra diventa così un luogo in cui continuare a mantenere attiva la propria quotidianità, in cui trovare stimoli. “Appena posso corro in palestra!” conferma Carla. “Anche tutti i giorni”.

“Senza speranza non si va da nessuna parte”

“Carla è bravissima” ci dice la fisioterapista. “Ogni tanto, come tutti, ha giornate in cui è più stanca o si sente meno in forma. Ma è una che non molla. Ha costanza, ha speranza”.

Carla conferma. “Senza speranza non vai da nessuna parte. Molti di noi, delle persone che vivono qui, hanno due ruote come gambe e ci dobbiamo convivere. Cercare di muoverci un po’ di più, di fare quel piccolo miglioramento che possiamo raggiungere. Altrimenti qual è l’alternativa? Lasciarsi andare? Non sono il tipo”. E aggiunge con una battuta, indicando la fisioterapista: “E poi lei mi sgrida se mi lascio andare!”

“Molti di noi, delle persone che vivono qui, hanno due ruote come gambe e ci dobbiamo convivere. Altrimenti qual è l’alternativa? Lasciarsi andare? Non sono il tipo”

Accettare i limiti senza rinunciare a nuovi obiettivi

La filosofia di vita di Carla è tanto semplice quanto potente: “La vita è la vita, va vissuta. Non mi funziona un braccio o una gamba ma tutto il resto è sano, non posso mandarlo a male”.

Sara si illumina quando sente pronunciare queste parole: “Carla è solare, ha forza di volontà, consapevolezza, fibra. Ha ricreato una vita che le piace: dipinge, esce con il marito, con le amiche…”

E poi ci sono i nipoti, che la vengono a trovare “Voglio vederli crescere – dice –. Ne ho tre, quello più grande ha un gran frullo… spero che mi farà bisononna!”

L’auspicio di Sara, invece, è di cambiare una certa mentalità, anche attraverso il suo lavoro: “Questa società ci spinge a rifiutare l’invecchiamento, a nasconderlo. Invece ci sono tante cose che si possono fare per aumentare la qualità della vita, a tutte le età”.

Il punto, secondo la fisioterapista, è accettare ciò che non si può cambiare senza rinunciare alla ricerca di nuovi stimoli. “Bisogna abbracciare i propri limiti, ma sempre ponendosi nuovi obiettivi. E non smettere mai di muoversi: il movimento è vita, sempre”.

Carla annuisce, decisa: “Sono d’accordo!”

“Questa società ci spinge a rifiutare l’invecchiamento, a nasconderlo. Invece ci sono tante cose che si possono fare per aumentare la qualità della vita, a tutte le età”

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