La storia di Alba, studentessa spagnola in tirocinio alla casa residenza Galla Placidia di Ravenna
Quando si parla di Erasmus, si pensa spesso a università, aule e campus… meno spesso a una casa residenza per anziani!
Eppure è proprio qui che Alba Espinosa Salazar, 17 anni, studentessa di Almería, ha vissuto uno dei capitoli più intensi del suo percorso formativo: tre mesi di tirocinio come Oss, animatrice e fisioterapista alla Casa residenza anziani Galla Placidia di Ravenna, gestita dal Consorzio Solco insieme alla cooperativa Asscor.
Dalla Spagna alla Romagna
Alba arriva dal sud della Spagna, dove frequenta una scuola di formazione professionale in ambito socio-assistenziale. Grazie al programma Erasmus, sceglie di svolgere il suo tirocinio all’estero, precisamente a Ravenna.
“Mi è piaciuto parlare italiano con le colleghe e con gli anziani” racconta. “È un mondo diverso dalla Spagna: dal cibo al modo di salutarsi”.
Un’immersione non solo linguistica, ma culturale. E anche gastronomica, come scherza Francesca Gesmundo, animatrice della struttura: “Alba dirà che ha mangiato sempre! Con le colleghe abbiamo cercato di farle conoscere la Romagna anche fuori dal lavoro, tra feste e iniziative. E lì, ovviamente, il cibo non mancava mai”.

Imparare un altro tempo
Per Alba, quella alla Galla Placidia è la prima esperienza in una casa residenza per anziani.
“In Spagna avevo fatto un altro tirocinio, ma era molto diverso. Qui tutto era nuovo. Ho notato che l’ambiente è più tranquillo, i tempi sono più lenti. Le cose si fanno con più calma”.
La sua giornata iniziava al mattino con le attività di animazione, proseguiva con il supporto durante il pranzo e continuava nel pomeriggio tra assistenza e momenti di relazione, più le eventuali uscite.
E poi c’erano le pause “fuori programma”: “Durante l’ora di riposo mi fermavo spesso a parlare con due ospiti in particolare, Domenico e Olga. Leggevamo il giornale insieme”.
Relazioni che superano la lingua
“La presenza di Alba in struttura è stata vissuta con grande curiosità dai nonni e dalle nonne” racconta Francesca. “Le facevano domande e quando non riusciva tanto a spiegarsi, l’aiutavano a trovare le parole, in italiano o in dialetto romagnolo. Lei ha insegnato agli anziani a contare in spagnolo e loro le hanno insegnato delle canzoni in romagnolo. È riuscita a instaurare relazioni molto positive, con alcuni ospiti ha trovato una chiave di lettura tutta sua. Con la signora Olga è riuscita a comunicare in un modo davvero molto speciale”.
Un’esperienza che dimostra come, anche in contesti delicati, la relazione possa nascere oltre le competenze tecniche, attraversando età, lingue e storie diverse.

Un’esperienza da ripetere
All’inizio qualche timore c’era: “Temevo di incontrare difficoltà con la lingua e la sua giovane età, di non riuscire nel ruolo di tutor per lei” ammette Francesca. “Invece non c’è stato alcun problema. È stata bravissima a imparare l’italiano e abbiamo instaurato subito un bel rapporto e un’ottima collaborazione. Siamo state fortunate perché Alba è anche una persona propositiva, accogliente e molto brava nel suo lavoro. L’unico difetto è che non le piacciono i cappelletti! (ride)”
Anche per Loredana Miceli, coordinatrice della struttura, si tratta di una prima volta: “È stata la nostra prima esperienza Erasmus. Le tutor della scuola di Alba sono venute a visitare i servizi, ci hanno proposto la collaborazione. È stata un’esperienza molto positiva e abbiamo assolutamente voglia di replicarla”.

Quello che resta
Alla fine dei tre mesi, ad Alba resta molto più di un tirocinio. “È stata l’esperienza più bella della mia vita” dice, mentre mostra il regalo che le hanno lasciato i colleghi e le colleghe: un canovaccio con una stampa tipica romagnola e le firme di ospiti e operatori. “L’Italia, la Romagna, questa struttura… Consiglierei questa esperienza a tutti!”
E quando le chiediamo il ricordo più bello, non ha dubbi: “Cantare una canzone con Olga. E il sorriso degli anziani quando mi rivolgo a loro”.
