Finanziamenti agevolati e opportunità di crescita per le cooperative: quali sono e come richiederli
Finanziamenti agevolati e opportunità di crescita per le cooperative: quali sono e come richiederli
Far crescere una cooperativa richiede risorse finanziarie adeguate in ogni fase: dalla costituzione agli investimenti, dal capitale circolante alla transizione digitale. Che si tratti di una startup cooperativa o di una realtà consolidata che vuole innovarsi, il panorama italiano offre numerose opportunità di sostegno attraverso strumenti nazionali, europei e regionali, un ecosistema costruito dal movimento cooperativo e integrato con strumenti pubblici.
Finanziamenti nazionali ed europei per lo sviluppo cooperativo
Legge Marcora
La Legge Marcora rappresenta lo strumento primo del finanziamento cooperativo italiano da quasi quarant’anni. Gestita da CFI – Cooperazione Finanza Impresa, questa normativa permette alle imprese cooperative di accedere a finanziamenti sia in capitale sociale che in capitale di debito, combinando partecipazioni azionarie e prestiti agevolati.
Dal 2021 la platea dei destinatari della misura si è inoltre allargata: non solo startup nei primi due anni di attività ma anche cooperative già avviate che abbiano progetti di sviluppo, ristrutturazione o consolidamento.
Quali sono le condizioni favorevoli che caratterizzano questa normativa? I tassi molto contenuti o nulli, nessun costo di istruttoria, durata fino a dieci anni e possibilità di finanziare investimenti e capitale circolante.
Particolare attenzione viene posta ai workers buyout, con un periodo di preammortamento fino a due anni invece di uno, e possibilità di richiedere il finanziamento anche prima dei sei anni di vita della cooperativa.
Fondosviluppo
La solidarietà intercooperativa è uno dei principi fondanti del movimento cooperativo, e Fondosviluppo, il fondo mutualistico della Confederazione Cooperative Italiane, gestisce questo meccanismo virtuoso, dando a tutti la possibilità di promuovere e sviluppare una nuova cooperazione, utilizzando metodi e risorse economiche che provengono prioritariamente dal movimento cooperativo.
Fondosviluppo, alimentato dal 3% degli utili delle cooperative, dai patrimoni delle cooperative in liquidazione e da contributi pubblici e privati, privilegia il sostegno a programmi diretti all’innovazione tecnologica, all’incremento dell’occupazione e allo sviluppo del Mezzogiorno.
Cooperfidi Italia
Cooperfidi Italia fa da ponte tra mondo cooperativo e sistema bancario:è grazie a lei che le cooperative possono accedere più facilmente a finanziamenti bancari tradizionali, spesso con tassi più favorevoli.
La sua forza è la conoscenza profonda del mondo cooperativo: conosce specificità, vincoli normativi e sa leggere correttamente un bilancio cooperativo.
Rilasciando garanzie alle banche, facilita l’accesso al credito e ne riduce il costo; inoltre, le garanzie possono essere usate anche per finanziamenti del sistema cooperativo (come Foncooper), con risparmio di costi e tempi.
Fondi europei per la cooperazione e l’economia sociale
L’UE da tempo incentiva la progettazione, e quindi i relativi finanziamenti, che riguardano l’economia sociale. Il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), in particolare, si occupa di politiche dell’UE in materia di affari sociali, istruzione e competenze, comprese le riforme strutturali in questi settori, sostenendo progetti su occupazione, inclusione sociale e formazione.
Fondi regionali e bandi territoriali
Ogni Regione sviluppa politiche proprie: bandi settoriali, fondi rotativi regionali (come Foncooper in Emilia-Romagna), bandi GAL per aree rurali, strumenti Invitalia, Conto Termico per efficienza energetica. Questi strumenti, spesso cumulabili con misure nazionali, supportano progetti di innovazione, digitalizzazione e transizione green.
I Centri Servizi Confcooperative offrono un aiuto concreto nell’individuare i bandi più adatti, preparare candidature e gestire le rendicontazioni.
Incentivi per startup e innovazione cooperativa
Startup innovative a vocazione sociale
Le cooperative che rispondono ai requisiti previsti possono costituirsi come startup innovative a vocazione sociale, ottenendo in questo modo una serie di vantaggi: procedure semplificate, esenzione da alcuni oneri, accesso privilegiato a strumenti di sostegno.
Ai sensi della normativa di riferimento, una startup innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa che possiede i seguenti requisiti:
- è una microimpresa o una piccola o media impresa
- è costituita da non più di 5 anni
- è residente in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, purché abbia una sede produttiva o una filiale in Italia
- a partire dal secondo anno di attività della start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro
- non distribuisce, e non ha distribuito, utili
- ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico e non svolge attività prevalente di agenzia e di consulenza
- non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda
Per definirsi innovativa, inoltre, deve rispettare almeno 1 dei seguenti 3 requisiti:
- sostiene spese in R&S pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione
- impiega personale altamente qualificato
- è titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato
Le agevolazioni riguardano spese nelle immobilizzazioni materiali e immateriali, nei servizi di consulenze specialistiche, nei servizi di cloud e comunicazione digitale e nel personale.
Come accedere ai finanziamenti: le procedure e i requisiti
La documentazione varia a seconda dello strumento privilegiato, ma alcuni elementi sono comuni per tutti, per esempio business plan e bilanci, la relativa documentazione amministrativa (come lo statuto e l’atto costitutivo), preventivi, autorizzazioni e permessi. Possono anche essere richieste garanzie reali o personali.
Tempi e modalità di presentazione
Ci sono strumenti con procedura continuativa, con somministrazione delle domande o via telematica o via PEC. I bandi regionali ed europei hanno finestre temporali precise con scadenze definite e pubblicizzate con importante anticipo.
Occorre ricordare sempre che il più delle volte sono ammissibili solo le spese sostenute dopo la presentazione (o in taluni casi dopo l’approvazione) della domanda, per cui è fondamentale leggere bene il bando. Anche perché una delle fasi più importanti, che peraltro garantisce l’accesso al contributo o finanziamento, è la rendicontazione finale, per la quale è imprescindibile conservare tutta la documentazione (fatture, bonifici), dimostrare pagamenti con strumenti tracciabili, garantendo la presentazione di giustificativi che vadano nella direzione di quanto richiesto con il proprio progetto approvato.
Un aiuto per orientarsi
Se stai pensando di richiedere l’accesso a finanziamenti e ti serve una guida, lo sportello dedicato di Confcooperative Romagna-Estense può esserti d’aiuto. Puoi contattare la funzionaria che se ne occupa, Silvia Pirini Casadei, a questa mail: pirinicasadei.s@confcooperative.it.
Questo articolo è scritto dalla redazione di Oltro e sponsorizzato da Confcooperative Romagna-Estense
