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L’asilo salvato dall’alluvione compie 100 anni

Quando l’acqua e il fango hanno invaso Sant’Agata sul Santerno, un piccolo comune del ravennate, nella notte tra il 16 e il 17 maggio 2023, a finire sommerso è stato anche l’Asilo Azzaroli, l’unica scuola per l’infanzia del paese.

Un metro e ottanta d’acqua, il cancello divelto, le aule distrutte, il fango ovunque. Disegni, materiali, ricordi: tutto spazzato via in poche ore.

Eppure, già nei giorni successivi, davanti alla scuola hanno iniziato ad arrivare persone con pale, stivali e pompe idrauliche. Volontari, genitori, insegnanti, cittadini: chi spalava il fango, chi portava da mangiare, chi regalava giochi e arredi.

Poi si sono messe in moto le istituzioni, la rete cooperativa, sono partite le raccolte fondi, si sono organizzati i lavori.
E a novembre dello stesso anno i bambini erano di nuovo nelle loro aule.

Per capire come tutto questo sia stato possibile, bisogna tornare indietro nel tempo. Perché la storia dell’Asilo Azzaroli è, da sempre, la storia di persone che hanno scelto di non lasciarlo andare. La prima è stata Giovanna Azzaroli, la fondatrice.

Nel 1924 Giovanna vendette parte dei propri beni di famiglia per realizzare un sogno semplice e rivoluzionario: creare una scuola dell’infanzia aperta a tutti i bambini del paese, senza retta e senza differenze di trattamento.
Per lei ogni bambino doveva avere le stesse opportunità, indipendentemente dalla famiglia di provenienza.

Da allora l’asilo ha attraversato la guerra, che danneggiò gravemente l’edificio. Ha superato la morte della sua fondatrice. Ha affrontato difficoltà economiche, trasformazioni sociali e il progressivo calo delle nascite che interessa molti piccoli comuni italiani. Ogni volta si è trovato il modo di tenerlo aperto.

Nel 2018, quando erano necessari investimenti che la sola Fondazione Azzaroli, proprietaria dell’immoblie, non avrebbe potuto sostenere, sono arrivati nuovi alleati: il Consorzio Solco Ravenna e la cooperativa Progetto Crescita, che hanno dato continuità a una realtà che per Sant’Agata è un vero punto di riferimento, uno dei luoghi in cui si costruisce il senso di appartenenza alla comunità.

Infine l’alluvione, appunto.
Forse il momento peggiore di sempre. Seguito dalla rinascita più luminosa.

Oggi, a cento anni dalla sua fondazione, l’Asilo Azzaroli continua ad accogliere bambini e bambine del territorio. E continua a fare ciò che ha sempre fatto: tenere insieme una comunità. Che, a sua volta, da un secolo continua a prendersi cura di lui.

Lo ha detto bene il sindaco di Sant’Agata, Riccardo Sabadini, alla festa per i 100 anni dell’Asilo:

“L’alluvione del 2023 ha colpito profondamente questo asilo. Ha ferito un edificio, ha danneggiato spazi, oggetti, ricordi. Per qualche istante abbiamo avuto paura che un pezzo della nostra storia fosse andato perduto. E invece abbiamo scoperto che l’Asilo Azzaroli non era fatto di muri. Era fatto di persone. Di una comunità che non si è arresa. Questa scuola, oggi, è molto più di prima. Perché ogni parete racconta non solo cento anni di storia, ma anche la forza di una comunità che ha scelto di ricostruire, insieme”.

Abbiamo scoperto che l’Asilo Azzaroli non era fatto di muri. Era fatto di persone. Di una comunità che non si è arresa.

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